PIATTAFORMA 


Percorso esperienziale di Arte e Danzaterapia

Ri-Equilibri

Sei incontri di Arte e Danzaterapia per attraversare peso, squilibrio, confini e relazione.

Ri-Equilibri non richiama una condizione fissa né la ricerca di una stabilità perfetta. Parla, piuttosto, di un movimento continuo: perdere un assetto, accorgersene, modificarlo e trovare ogni volta una nuova posizione possibile.

Nella vita quotidiana e professionale questo accade continuamente. Cambiano le richieste, le energie disponibili, le relazioni, i ruoli che assumiamo e lo spazio che riusciamo a riservare a noi stessi.

Il percorso propone di esplorare questi passaggi attraverso il corpo, il movimento, i materiali artistici e il lavoro individuale, a due e in gruppo.

Non per imparare a non perdere mai l’equilibrio, ma per fare esperienza di come sia possibile ritrovarlo in forme nuove: alleggerendo ciò che appesantisce, riconoscendo i propri confini, attraversando l’incertezza e modificando il proprio modo di stare nella relazione.

A chi si rivolge

Il percorso è aperto a chi desidera dedicarsi uno spazio strutturato di ascolto e rigenerazione attraverso i linguaggi dell’Arte e della Danzaterapia.

È pensato con particolare attenzione per insegnanti, educatori, operatori sociosanitari e professionisti delle relazioni d’aiuto, che nel proprio lavoro sono quotidianamente chiamati a sostenere richieste, responsabilità, relazioni complesse e un elevato coinvolgimento emotivo.

Attraverso esperienze guidate sarà possibile osservare come tensione, affaticamento, bisogno di controllo, distanza e vicinanza prendano forma nel corpo e nell’azione, sperimentando modalità differenti per affrontarli.

Non sono richieste competenze artistiche, di danza o di movimento.

Il percorso

Due cicli, sei incontri

Ri-Equilibri si sviluppa in due cicli collegati tra loro. Il primo concentra l’attenzione sul rapporto con peso, leggerezza, possibilità e squilibrio. Il secondo porta l’esperienza verso i confini personali e le diverse forme della relazione.

1° CICLO

La leggerezza e l’arte di sbilanciarsi

Un percorso che parte da ciò che pesa, apre lo spazio del possibile e arriva a sperimentare lo squilibrio non come errore, ma come condizione naturale del movimento.

Lasciar andare → Aprire possibilità → Abitare lo squilibrio
01 1° incontro

Lasciar andare

Pesi invisibili e fare spazio
Sabato 30 gennaio 2027 09:30 – 14:30

Ci sono pesi immediatamente riconoscibili e altri che diventano visibili soltanto quando ci fermiamo: tensioni accumulate, responsabilità, pensieri ricorrenti, aspettative, richieste alle quali continuiamo a rispondere.

Il primo incontro parte proprio da qui.

Attraverso il corpo esploreremo il rapporto con gravità, appoggio, peso e sostegno, sperimentando cosa accade quando smettiamo progressivamente di trattenere e permettiamo alla terra di ricevere una parte della tensione.

Parallelamente, attraverso i materiali artistici, i “pesi invisibili” potranno assumere una forma concreta: potranno essere osservati, modificati, sottratti, trasformati o ridimensionati.

Il lavoro non sarà orientato semplicemente al “liberarsi” di ciò che pesa, ma a distinguere ciò che può essere lasciato andare da ciò che, invece, continua ad avere una funzione di sostegno.

Dal peso all’appoggio. Dal trattenere al lasciare spazio.
02 2° incontro

E se fosse?

Immaginare l’impossibile e la leggerezza del possibile
Sabato 27 febbraio 2027 09:30 – 14:30

Dopo aver lavorato su ciò che occupa spazio e appesantisce, il secondo incontro apre una domanda: che cosa può accadere nello spazio che si è liberato?

Il lavoro corporeo sarà dedicato alla sospensione, all’espansione del respiro, alla fluidità e alla possibilità di modificare qualità e ampiezza del movimento.

Materiali leggeri, veli e trame sottili accompagneranno l’esperienza artistica e corporea, creando occasioni di gioco, esplorazione e dialogo con gli altri.

La proposta inviterà a spostarsi temporaneamente dalle soluzioni già conosciute e dalle risposte abituali, lasciando emergere possibilità meno prevedibili: immagini, movimenti, associazioni e direzioni che possono essere scoperte soltanto mentre si sta facendo esperienza.

Anche il lavoro condiviso avrà un ruolo centrale: non come semplice collaborazione, ma come occasione per osservare ciò che nasce quando la propria proposta incontra e modifica quella di un’altra persona.

Dal conosciuto al possibile. Dal controllo alla disponibilità.
03 3° incontro

Il Funambolo

Il vuoto, la caduta e l’integrazione dell’errore
Sabato 13 marzo 2027 14:30 – 19:30

Il funambolo non mantiene l’equilibrio perché resta immobile. Lo mantiene proprio perché continua a correggere, spostare e riorganizzare il proprio assetto.

Il terzo incontro utilizza questa immagine per esplorare il nostro rapporto con incertezza, vuoto, perdita dei riferimenti ed errore.

Attraverso il movimento sperimenteremo appoggi, cambi di asse, disequilibri e possibilità di recupero, osservando come il corpo reagisce quando una posizione conosciuta non è più disponibile.

La caduta — reale, simbolica o rappresentata attraverso i materiali — diventerà parte del processo: non qualcosa da evitare a ogni costo, ma un evento dal quale può partire un nuovo movimento.

Entreranno quindi in gioco anche il sostegno reciproco, l’affidamento e la possibilità di chiedere o ricevere aiuto, mantenendo allo stesso tempo la propria autonomia.

Dalla paura di perdere l’equilibrio alla capacità di ritrovarlo.
2° CICLO

I confini e le relazioni

Dal proprio spazio personale all’incontro con un’altra persona, fino alla complessità del gruppo: tre passaggi per osservare come costruiamo distanza, vicinanza, scambio e appartenenza.

Io → Io e l’altro → Io nel gruppo
04 1° incontro

I miei confini

L’ostacolo come limite o stimolo a superarsi
Sabato 10 aprile 2027 09:30 – 14:30

Un confine può proteggere, separare, contenere, permettere un incontro oppure diventare troppo rigido. Può essere chiaramente percepito oppure difficile da riconoscere e comunicare.

Durante l’incontro esploreremo diverse forme del limite: fisico, emotivo, relazionale, temporale e legato alle proprie energie.

Attraverso il movimento lavoreremo sulla percezione della propria chinesfera, lo spazio raggiungibile dal corpo senza modificare il proprio punto di appoggio, sperimentando vicinanza, distanza, invasione, protezione e possibilità di apertura.

Fili, trame ed elastici permetteranno di rendere visibili questi confini e di modificarli concretamente: tenderli, avvicinarli, ampliarli, attraversarli o utilizzarli come sostegno.

Il limite potrà così essere osservato non soltanto come qualcosa che impedisce, ma anche come struttura che rende possibile scegliere come e quanto entrare in relazione.

Proteggere, aprire, avvicinare, allontanare.
05 2° incontro

Trovare l’equilibrio nella relazione a due

Dentro e fuori, ciò che mostro e ciò che custodisco
Sabato 15 maggio 2027 09:30 – 14:30

Entrare in relazione significa continuamente regolare distanza e vicinanza, iniziativa e attesa, ciò che rendiamo visibile e ciò che preferiamo custodire.

In questo incontro l’attenzione si sposterà dal proprio spazio individuale alla relazione a due.

Attraverso i materiali artistici daremo forma alle dimensioni del “dentro” e del “fuori”: ciò che mostriamo, ciò che proteggiamo, ciò che desideriamo condividere e ciò che abbiamo bisogno di mantenere nel nostro spazio.

Nel lavoro corporeo esploreremo centratura, qualità del tocco e ascolto reciproco. Il dialogo partirà da oggetti mediatori — bacchette, fili e altri elementi capaci di creare una distanza tra i corpi — per arrivare, quando appropriato, al contatto diretto.

Sarà possibile osservare concretamente come una relazione cambia quando uno dei due propone, segue, resiste, si avvicina, si allontana o lascia spazio all’altro.

Essere presenti nella relazione senza perdere il proprio centro.
06 3° incontro

Ingranaggi

Muoversi in armonia – La relazione nel gruppo
Sabato 12 giugno 2027 09:30 – 14:30

In un gruppo nessun movimento resta completamente isolato. Un cambiamento individuale modifica, anche in minima parte, ciò che accade nell’insieme.

L’ultimo incontro porta l’esperienza nella dimensione collettiva e utilizza la metafora degli ingranaggi e della “grande macchina” per esplorare il modo in cui ciascuno entra, resta e si muove all’interno di un sistema.

Attraverso la materia plastica, ogni partecipante partirà dalla costruzione di una propria forma per osservare successivamente come questa possa entrare in contatto, modificarsi e trovare posto all’interno di una composizione comune.

Il lavoro corporeo porterà poi alla costruzione di una rete di movimento condivisa. Ritmo, ripetizione, variazione, pausa e imprevisto permetteranno di osservare cosa accade al gruppo quando uno degli elementi modifica il proprio comportamento o interrompe il movimento.

L’obiettivo non sarà uniformarsi agli altri, ma sperimentare concretamente come sia possibile partecipare a un sistema mantenendo una propria presenza e, contemporaneamente, adattandosi a ciò che accade intorno.

Dal movimento individuale alla costruzione di un equilibrio comune.
Le nostre docenti
 

Due professioniste, un’esperienza condivisa

Competenze e percorsi professionali complementari accompagnano il lavoro tra Arte e Danzaterapia proposto durante gli incontri.

Cristina Pipan

Cristina Pipan

Danzaterapeuta Clinica
 

Cristina Pipan, Danzaterapeuta Clinica Lyceum, iscritta all’APID, è attualmente l’unica professionista con questa qualifica in Friuli Venezia Giulia. Laureata in Scienze dell’Educazione, ha conseguito un Master in Posturologia e integra nel proprio lavoro competenze psicopedagogiche, artistiche e corporee. Si è formata con maestri di rilievo internazionale come Claude Coldy e Alenka Rebula, approfondendo i suoi studi con la Danza Sensibile®. Conduce percorsi di Danzaterapia sia in studio che in natura e collabora con enti sanitari e sociali attraverso il linguaggio del corpo e dell’arte.

Annalisa Deiuri

Annalisa Deiuri

Arteterapeuta Clinica
 

Annalisa Deiuri, Arteterapeuta Clinica diplomata a Lyceum e iscritta ad APIArt. Laureata in Scienze dell’Educazione presso l’Università di Trieste, lavora da anni nel campo della formazione per studenti e insegnanti. Collabora con il Dipartimento di Salute Mentale e con lo studio privato Il Girasole in percorsi di Arteterapia e Arteterapia Clinica.

Calendario degli incontri

Il percorso completo comprende due cicli di tre incontri ciascuno. È possibile partecipare all’intero percorso, a un singolo ciclo oppure a uno o più incontri scelti tra quelli in programma.

1° ciclo
La leggerezza e l’arte di sbilanciarsi
30 gennaio 2027 — Lasciar andare: pesi invisibili e fare spazio
27 febbraio 2027 — E se fosse? Immaginare l’impossibile e la leggerezza del possibile
13 marzo 2027 — Il Funambolo: il vuoto, la caduta e l’integrazione dell’errore
2° ciclo
I confini e le relazioni
10 aprile 2027 — I miei confini: l’ostacolo come limite o stimolo a superarsi
15 maggio 2027 — Trovare l’equilibrio nella relazione a due: dentro e fuori, ciò che mostro e ciò che custodisco
12 giugno 2027 — Ingranaggi: muoversi in armonia, la relazione nel gruppo
Dove
Presso lo Studio di Danzaterapia
Via del Monte 2, Trieste
Modalità di partecipazione e costi
Intero percorso
6 incontri · € 375
Comprende il 1° e il 2° ciclo, per un totale di sei incontri.
Un ciclo completo
3 incontri · € 195
È possibile scegliere il 1° ciclo oppure il 2° ciclo.
Incontri singoli
€ 75 per ciascun incontro
È possibile partecipare anche a uno o più incontri scelti liberamente tra i sei in programma.
Le quote comprendono materiali e assicurazione e sono utilizzabili con la Carta del Docente.

 

Carta del Docente
Carta del Docente

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Puoi utilizzare il bonus della Carta del Docente per partecipare al corso. Accedi a cartadeldocente.istruzione.it e genera un buono dell’importo previsto selezionando la tipologia “Formazione e aggiornamento” – “Enti accreditati/qualificati ai sensi della Direttiva 170/2016”. Il PDF del buono generato potrà poi essere allegato nell’apposita sezione del form di iscrizione online.

Attestato

Attestato di partecipazione

I partecipanti riceveranno via email un attestato valido per l’aggiornamento del personale docente ai sensi della Direttiva MIM n. 170/2016 e per la formazione continua dei professionisti iscritti ai registri APIART e FAC, in conformità alla Norma Europea ISO/IEC 17024, oltre che per gli altri usi consentiti dalla legge.


 

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