Sinergie con il Comune di Milano – Municipio 1, e la Rete Qubì
Lyceum ha sviluppato una collaborazione sempre più stretta con il Comune di Milano – Municipio 1 ed è entrato a far parte della rete territoriale QuBì, contribuendo alla costruzione di interventi educativi, sociali e culturali rivolti a bambini, ragazzi e famiglie. Attraverso progetti dedicati all’inclusione sociale, al sostegno scolastico e alla promozione del benessere emotivo, Lyceum partecipa attivamente alla rete di enti, associazioni e servizi che operano sul territorio per contrastare le fragilità educative e sociali.
La rete QuBì
Dal 2025 Lyceum fa parte della rete territoriale QuBì del Municipio 1, un sistema di collaborazione tra istituzioni pubbliche e realtà del terzo settore che lavora per contrastare la povertà educativa e infantile.
Il programma QuBì – La ricetta contro la povertà infantile nasce nel 2017 su iniziativa di Fondazione Cariplo, con il sostegno di diverse fondazioni e partner filantropici.
Nel 2022 il Comune di Milano ha raccolto l’eredità del progetto, trasformandolo in un modello stabile di welfare territoriale collaborativo, organizzato per Municipi e sviluppato insieme agli enti sociali presenti nei quartieri.
L’obiettivo è costruire reti di prossimità capaci di intercettare bisogni spesso invisibili e offrire risposte coordinate a bambini, adolescenti e famiglie.
Tra gli obiettivi principali della rete:
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rafforzare la collaborazione tra istituzioni pubbliche, enti del terzo settore e cittadini
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intercettare precocemente situazioni di fragilità sociale
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mettere in connessione servizi educativi, sociali e sanitari del territorio
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promuovere partecipazione e cittadinanza attiva
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costruire nuove forme di welfare territoriale basate sulla collaborazione tra diversi attori
All’interno della rete QuBì operano numerose organizzazioni attive nel Municipio 1, tra cui Fondazione Somaschi, IBVA, Welcomed e molte altre realtà sociali e associative.
Un riconoscimento importante
Il patrocinio del Municipio 1 al Summer Camp Lyceum 2026
Nel 2026 la collaborazione tra Lyceum e il territorio si è rafforzata ulteriormente attraverso il patrocinio del Municipio 1 al Summer Camp Lyceum 2026, un riconoscimento significativo che valorizza il lavoro educativo, sociale ed espressivo svolto negli anni con bambini, ragazzi e famiglie.
Il Summer Camp rappresenta un’esperienza intensiva in cui i linguaggi dell’arte e del corpo diventano strumenti di crescita, relazione e benessere, offrendo ai partecipanti uno spazio accogliente in cui esprimersi, sperimentare e costruire legami.
Il patrocinio del Municipio 1 non è solo un riconoscimento formale, ma testimonia una fiducia concreta nel valore delle pratiche sviluppate da Lyceum e nella loro capacità di rispondere ai bisogni del territorio. Si inserisce in un percorso di collaborazione più ampio, fatto di progetti condivisi, lavoro di rete e attenzione alle situazioni di maggiore fragilità.
Questo riconoscimento rafforza la prospettiva di una continuità degli interventi e di una sempre maggiore integrazione tra istituzioni pubbliche e realtà del Terzo Settore, nella costruzione di opportunità educative accessibili e inclusive.
🔗 Scopri il Summer Camp Lyceum:
https://lyceum.it/summer-camp-milano/
Oltre i Banchi
Un doposcuola espressivo per sostenere i più fragili
Un progetto realizzato da Lyceum – Impresa Sociale presso la sede di Via Calatafimi 10, a Milano, con l’obiettivo di offrire percorsi gratuiti di Arteterapia Clinica e Danzaterapia Clinica a bambini e ragazzi del Municipio 1 in situazione di fragilità emotiva, relazionale, sociale e neurodivergenza.
Sono stati attivati tre percorsi di gruppo: due gruppi di Arteterapia Clinica e un gruppo di Danzaterapia Clinica, organizzati in giornate e orari differenziati per rispondere in modo più adeguato alla numerosità dei partecipanti e alla complessità dei bisogni emersi.
Gli incontri si sono svolti con continuità, in setting stabili e protetti, attraverso un lavoro attento di accoglienza, costruzione della fiducia e utilizzo dei linguaggi artistici e corporei come strumenti di espressione, relazione e sostegno. Ogni percorso è stato calibrato nel rispetto dei tempi individuali e delle dinamiche di gruppo, offrendo ai partecipanti uno spazio non giudicante in cui potersi esprimere anche oltre il linguaggio verbale.
Grazie al lavoro di rete con scuole, servizi, famiglie e realtà territoriali del Municipio 1, il progetto ha accolto minori con fragilità emotive e relazionali, disturbi dello spettro autistico e altre forme di neurodivergenza, difficoltà comportamentali, stati ansiosi, vissuti traumatici, situazioni familiari complesse e condizioni di fragilità socio-economica e linguistica.
La complessità dell’utenza ha richiesto un’attenta composizione dei gruppi e, in alcuni casi, l’attivazione di modalità più personalizzate, per tutelare il benessere dei minori e l’equilibrio complessivo dei percorsi. Proprio questa attenzione alla qualità del setting ha reso possibile un lavoro educativo ed espressivo realmente significativo.
I laboratori hanno favorito l’espressione emotiva attraverso linguaggi non verbali, il rafforzamento delle competenze relazionali, una maggiore regolazione affettiva e il consolidamento del senso di appartenenza al gruppo. Allo stesso tempo, hanno offerto a bambini e famiglie la possibilità di accedere gratuitamente a interventi qualificati di sostegno, in un contesto accogliente e competente.
Nel corso del progetto si è inoltre sviluppato un dialogo con alcuni professionisti della salute mentale che avevano in carico i minori coinvolti, rafforzando la sinergia tra interventi verbali e non verbali e valorizzando il lavoro di rete come risorsa fondamentale. “Oltre i Banchi” ha così rappresentato un’esperienza concreta di inclusione e cura, capace di sostenere i minori più fragili attraverso la forza trasformativa dell’arte, del corpo e della relazione.
“Radici di Comunità – Percorsi Espressivi per l’Inclusione Sociale nel Municipio 1” è stato realizzato da Lyceum, nell’ambito dell’Avviso Pubblico del Municipio 1 – Comune di Milano dedicato agli interventi per la marginalità sociale adulta.
Tra ottobre 2025 e gennaio 2026, la sede di Lyceum in Via Calatafimi si è trasformata in uno spazio di accoglienza, ascolto e relazione, accogliendo un gruppo ristretto di partecipanti adulti segnalati dai servizi territoriali, portatori di quadri complessi e differenziati: disabilità intellettiva e cognitiva (incluse Sindrome di Down e disturbi dello spettro autistico), fragilità relazionali, isolamento sociale e forme di disagio psichico lieve e medio.
Il progetto ha proposto due percorsi paralleli di Arteterapia Clinica e Danzaterapia Clinica, condotti da professioniste esperte. Attraverso i linguaggi dell’arte e del corpo, i partecipanti hanno potuto esprimersi, esplorare vissuti profondi e riattivare risorse personali spesso non accessibili attraverso il linguaggio verbale.
L’eterogeneità del gruppo, elemento centrale del lavoro, ha richiesto un’attenta calibrazione metodologica, trasformandosi nel tempo in un’opportunità di integrazione e crescita condivisa. In un contesto protetto e non giudicante, ogni gesto, ogni segno, ogni presenza ha trovato spazio e riconoscimento.
Nel corso degli incontri sono emersi benefici significativi su più livelli: sul piano espressivo e comunicativo, con lo sviluppo di modalità simboliche di espressione; sul piano relazionale, attraverso il rafforzamento della capacità di stare nel gruppo e riconoscere l’altro; sul piano psicomotorio e cognitivo, grazie al lavoro su corpo, spazio e memoria; e sul piano identitario, con un aumento del senso di appartenenza, dell’autostima e della fiducia reciproca.
In particolare, la Danzaterapia Clinica ha reso possibile un lavoro centrato sul corpo come linguaggio primario, capace di superare le barriere del verbale e generare una forma di “scrittura corporea” condivisa. L’Arteterapia Clinica, invece, ha offerto uno spazio di rielaborazione simbolica e narrazione di sé attraverso il segno, il colore e la materia.
Il progetto si è sviluppato in dialogo con i servizi e le realtà del territorio, contribuendo a rafforzare una rete di cura diffusa e integrata. Un’esperienza intensa e significativa, che ha mostrato come anche nei contesti di maggiore fragilità sia possibile attivare processi di espressione, relazione e appartenenza.




